Un progetto interamente dedicato a Shakespeare: 5 spettacoli in cui identità e maschera sono il filo rosso delle rappresentazioni.
- 23 apr
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In vista dei prossimi spettacoli, siamo orgogliosi di presentare come Kabukista Teatro un progetto interamente dedicato a William Shakespeare: un percorso che mette al centro la libertà di essere se stessi, il superamento dei ruoli imposti e la sorprendente attualità del suo messaggio sociale.
Ad aprire il ciclo il 10 MAGGIO 2026 sarà uno spettacolo di teatro danza, - dal titolo “Vorrei tu fossi un’onda del mare” - concepito come prologo ideale alla nostra rassegna shakespeariana.
Un lavoro fisico, evocativo, che attraversa emozioni e conflitti presenti nelle opere del Bardo, traducendoli in movimento e immagini: un omaggio contemporaneo che introduce il pubblico ai grandi temi che ritroveremo nei testi teatrali.
Il filo rosso che unisce l’intera stagione è la tensione tra identità e maschera, tra ciò che la società ci chiede di essere e ciò che intimamente siamo.
In ogni opera scelta, Shakespeare mette in discussione convenzioni sociali, gerarchie di potere e ruoli di genere, restituendoci personaggi vivi, contraddittori, incredibilmente moderni.
Con Molto rumore per nulla, in scena il 23 e il 24 MAGGIO, entriamo in un mondo dove l’onore femminile, il giudizio sociale e il controllo sulla reputazione diventano strumenti di potere.
Ma è anche la storia di Beatrice e Benedetto, coppia anticonvenzionale che rivendica il diritto a un amore fondato sull’uguaglianza, sull’intelligenza e sulla libertà di parola. Una commedia che, dietro la leggerezza, denuncia il peso delle etichette e celebra l’autenticità.
I Macbeth, in scena il 28 e il 29 MAGGIO, è una riscrittura inedita della tragedia shakespiriana - fatta da Silvia Zacchini - e analizza le dinamiche del potere autoritario: la domanda di fondo è come si diventa un tiranno, quali sono le caratteristiche individuali del tiranno, dell’oligarchia che necessariamente lo supporta e della società che lo subisce.
Come nell’opera originale ad affiancare la presa del potere di Macbeth, c’è la figura enorme e cupamente affascinante di Lady Macbeth che incarna un femminile scomodo e poco conforme, mentre tutti i personaggi sono immersi in una disturbante atmosfera onirica.
Con La dodicesima notte, in scena il 6 e il 7 GIUGNO, Shakespeare gioca apertamente con il tema del travestimento e dello scambio di genere.
Viola, costretta a fingersi uomo per sopravvivere, mette in crisi certezze, desideri e ruoli sociali. In questa commedia luminosa e malinconica, l’identità si rivela fluida, l’amore supera le definizioni rigide e il teatro diventa spazio di libertà, dove ciascuno può finalmente mostrarsi per ciò che è.
Infine, Pene d'amor perdute, in scena il 13 e il 14 GIUGNO, chiude il percorso con una riflessione ironica sul contrasto tra regole imposte e natura umana. I protagonisti tentano di negare l’amore in nome della disciplina e dell’intelletto, ma saranno costretti a confrontarsi con la forza dei sentimenti e con la fragilità delle proprie convinzioni. Anche qui, Shakespeare smaschera l’illusione di poter ingabbiare l’identità entro schemi rigidi.
Questa rassegna vuole dunque essere più di una semplice riproposta di classici: è un invito a guardare Shakespeare come nostro contemporaneo.
Le sue opere parlano di reputazione e giudizio sociale, di potere e desiderio, di libertà personale e costruzione dell’identità.
Parlano di donne che rivendicano voce, di uomini prigionieri di modelli tossici, di giovani che cercano uno spazio autentico in un mondo di convenzioni.
Attraverso il teatro danza e quattro capolavori senza tempo, proponiamo un viaggio che mette al centro l’essere umano nella sua complessità, celebrando il diritto – ieri come oggi – di essere pienamente e liberamente se stessi.

Un progetto interamente dedicato a Shakespeare: 5 spettacoli in cui identità e maschera sono il filo rosso delle rappresentazioni.
