© 2019 by Kabukista and The Speakers from Mars

SPETTACOLI

2019

LIBERTAS

l'eterna primavera

Di Nicola Montenz

Con Silvia Zacchini

Regia Francesco Ghezzi

Una produzione A.C.I.T Piacenza - Centro Culturale Italo-Tedesco con il contributo di Goethe Institut e Regione Emilia Romagna

Presentato in anteprima il 25 e 26 gennaio 2019 a Piacenza

«Racconta di me a tutti, a tutti! La nostra morte deve essere un faro!»

Il 22 dicembre 1942, la ventinovenne Libertas Schulze-Boysen fu decapitata nel carcere berlinese di Plötzensee per ordine di Hitler; insieme a lei morivano altre dieci persone, tra cui il marito, Harro, ufficiale della Luftwaffe, appeso a ganci di macelleria. Con le loro morti, le prime di oltre cinquanta, aveva inizio l’azione di smantellamento di un gruppo di resistenza chiamato dalla Gestapo «Orchestra rossa», le cui fila erano rette da ministeriali e membri del partito.

Il monologo L’eterna primavera - scritto da Nicola Montenz per Silvia Zacchini e concepito come secondo pannello di un percorso teatrale iniziatosi con il dramma Il respiro degli insonni - ripercorre l’ultima ora di vita di Libertas, dove l’angosciante solitudine dell’ultima attesa si riempie di pensieri, ricordi, presenze che spezzano il silenzio per ricostruire, insieme alla protagonista, il senso di un percorso doloroso e necessario, perché l’amore è fragile ma insopprimibile.

Oltre il tempo e lo spazio, oltre la vita e la morte, la voce di Libertas ci parla ancora, chiedendoci di non dimenticare, dimostrandoci che spesso, per fare la differenza, basta restare umani.

Terrore e miseria del Terzo Reich

Di Bertolt Brecht

Regia Silvia Zacchini e Francesco Ghezzi

Musiche Massimo Volume

Scene di vita quotidiana sotto uno spietato regime, una discesa verso l’abisso dell’umanità, dove fiducia e solidarietà sembrano scomparse e non esistono più punti di riferimento, sicurezze, dove ogni rapporto umano cela un tradimento.
I protagonisti - tra i quali le distinzioni tra vittime e carnefici paiono affievolirsi sempre più - sembrano osservare con disincanto e rassegnazione il crollo di ogni certezza schiacciati da un’oscurità che si inselva ovunque.
Un’opera quantomai attuale, qui presentata in versione ridotta, che mostra la grandezza della poetica di Bertolt Brecht, uno dei più importanti autori teatrali tedeschi.
A colonna sonora dello spettacolo i brani dei Massimo Volume la cui scarna poetica si addice perfettamente all’immaginario brechtiano.
Lo spettacolo viene messo in scena dagli attori dell’Under 22 Lab - un progetto voluto e sostenuto da Kabukista e dal Centro Culturale Italo-Tedesco di Piacenza - il cui scopo è creare una giovane compagnia teatrale attraverso una formazione costante e di ottimo livello e, nel contempo, contribuire alla formazione di una coscienza critica nei giovani attraverso l'analisi attenta di testi e documenti storici. 

 

Con: Luciana Baggi, Arianna Farao, Francesca Lanza, Riccardo Merli, Živko Miahjlov, Elia Nicoli, Lorenzo Paraboschi, Sara Paraboschi, Gian Luca Riggi, Paola Shyti.
 

2018

LA MIA NOTTE È SENZA LUNA

Medea | Fedra | Clitemnestra  tre donne affacciate sull’abisso

 

Donne indomite e determinate, che - pur macchiandosi di crimini orrendi - respingono il mito patriarcale e rifiutano con furia di incarnare il femminile ruolo dell’angelo del focolare  rivendicando, fino alle estreme conclusioni, la propria identità e il proprio destino.

Intorno a queste figure controverse si muove una serie di personaggi maschili i quali, ben lontani dalle narrazioni mitologiche di cui li abbiamo conosciuti protagonisti, appaiono qui deboli e incapaci di confrontarsi con la complessa personalità delle loro antagoniste.

Il filo rosso è quello dipanato dalle Moire, incarnazioni del Destino e implacabili osservatrici delle miserie umane nel perenne “conflitto inconciliabile” della tragedia greca.

Regia: Silvia Zacchini

Aiuto regia, luci e coordinamento: Francesco Ghezzi

Trucco: Giulia Barani

Una produzione Kabukista

2017

LE MAREE

liberamente tratto da Le Troiane di Euripide

 

Le maree portano, trascinano, risucchiano, travolgono persone, animali, navigli e cose da una costa all’altra.
La guerra è devastatrice, Troia brucia, gli uomini sono stati tutti passati per la spada e le donne, sopravvissute, ammassate su una spiaggia in attesa di venire imbarcate dai vincitori, vedono il loro mondo dissolversi, le loro certezze svanire: per gli occidentali che le hanno vinte sono barbare, la loro lingua è barbara, i loro abiti, le loro abitudini e credenze, i loro dei e tutto quello che definisce chi sono.
Se saranno fortunate i civilissimi occidentali le trasformeranno, regine e principesse, in serve e concubine.
Cosa ti porti dietro quando sai che non tornerai?


Regia: Silvia Zacchini

Tecnica, luci e coreografie vocali: Francesco Ghezzi
Produzione: Cantiere Simone Weil

La prima dello spettacolo è stato patrocinato dal Comune di Piacenza e inserito negli eventi promossi dall’assessorato alle Pari Opportunità per la Giornata Internazionale della Donna.

2016

CANTAVANO LE MANI

la trilogia rurale di Garcia Lorca

 

In un mondo chiuso, regolato da rigide leggi decise da uomini, di cui però sono le donne a farsi garanti, si incrociano tre storie di donne che cercano la realizzazione di sé, che sentono un desiderio, un bisogno, profondo a cui non possono e non vogliono rinunciare.

Donne ribelli, coraggiose, disposte a pagare un prezzo altissimo per cercare di uscire dalle rigide convenzioni della loro epoca, per andare oltre quello che la società loro contemporanea ha già deciso.

In Nozze di Sangue, la sposa scappa con Leonardo, l’uomo di cui è davvero innamorata, provocando la morte sia del marito che dell’amato, in una tragedia in cui l’amore diviene una forza oscura e inevitabile; in Yerma la protagonista non tollera di non diventare madre, cioè in grado di fare ciò che ci si aspetta da lei; non sa pensarsi al di fuori del ruolo che la società le ha affidato ma, caparbiamente, non rinuncia al proprio onore nemmeno se questo significa perdere ogni possibilità di essere felice, mentre il marito, indifferente al suo dolore, si aspetta da lei solo ubbidienza e fedeltà; ed è con La Casa di Bernarda Alba che si chiude lo spettacolo: nella terza e ultima sezione Bernarda Alba è una vedova che impone alle proprie figlie un lutto di otto anni, durante i quali non potranno uscire né vedere nessuno; ma Adela, una delle figlie, si innamora del promesso sposo della sorella e cerca disperatamente la libertà pur pagandola con il prezzo più alto, oppressa da una madre spietata guardiana delle convenzioni.

 

In questa trilogia Garcia Lorca ritorna allo spirito della tragedia greca, raccontando un mondo fondato sul fatum tragico, guidato da leggi pre-razionali, dove le azioni sono guidate da forze occulte, incontrollabili e travolgenti.

Ben lontano dall’essere testi datati, queste opere, qui rappresentate in estratti, scoprono una parte di noi abissale e antica, quella parte irrazionale e atavica che sa muovere profondamente.

Pur appartenendo a un mondo “antico”, le tre opere raccontano problemi e situazioni attuali, dall’intolleranza verso chi non si conforma, alla rigidità di certe convenzioni sociali, alla mancanza, ancora troppo diffusa, di solidarietà femminile, alla solitudine cui è condannato chi cerca di andare controcorrente.

Lo spettacolo ha l’ambizione di spingere a un confronto con la situazione che ancore molte donne nel mondo vivono raccontandoci un tempo che non è così lontano come ci piace credere.

Regia : Silvia Zacchini

ESITI LABORATORIALI

L'ultima Rosa Hans Leipelt e lo spirito dell'Europa

Il polittico teatrale sulla Resistenza tedesca giunge al suo ultimo atto con una storia pressoché sconosciuta - quella del giovane chimico Hans Leipelt e della sua compagna Marie-Luise Jahn che, nei giorni in cui la Gestapo arrestava la piccola compagine della Rosa Bianca, ne ricevettero il sesto volantino. Insieme a un gruppo di amici, molti dei quali strettamente legati ai fratelli Scholl, lo copiarono e lo diffusero, apponendovi l'intestazione "Ma il loro spirito continua a vivere". Grazie a Hans e a Marie-Luise, il volantino raggiunse il nord della Germania, e da lì fu portato a Londra, dove fu letto sulle frequenze della BBC. 
"L'ultima rosa" è la storia di una coppia coraggiosa e forte, desiderosa di costruire una Germania e un'Europa migliori, ma è anche il ritratto della vita infernale di un "diverso", discriminato e rifiutato dalla sua stessa patria, ridotto alla disperazione e in lotta costante con se stesso per non cedere all'odio contro i propri aguzzini.

Regia e conduzione laboratorio teatrale: Francesco Ghezzi

Un atto unico di Nicola Montenz

Progetto: Centro italo-tedesco di Piacenza, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Piacenza e Vigevano

Delitto a Villa Alba

Un irresistibile giallo liberamente ispirato alle opere di Achille Campanile in cui niente è come sembra e il gioco degli equivoci si sussegue rendendo le indagini sempre più intricate.
L’ispettore Brown, affiancato dal suo braccio destro Mortimer, cerca inutilmente il bandolo della matassa tra false piste, indizi indecifrabili, testimoni reticenti, triangoli amorosi e personaggi bizzarri in un tourbillon di esilaranti colpi di scena. Chi ha ucciso lo spregiudicato cacciatore di dote? E perché la giovane fidanzatina non si strugge di lacrime? Tra Venanzia e la domestica indiana dall’improbabile accento, la svampita padrona di casa e la zia senza scrupoli, il mistero si infittisce.
Nei panni degli strampalati protagonisti di questo spassoso mistery il gruppo di agguerriti e travolgenti attori del primo anno de "Il mestiere dell'attore" che, pur calcando le scene per la prima volta, riescono a rendere giustizia al linguaggio poetico dell’autore, che analizza le molteplici sfaccettature della vita quotidiana e che, utilizzando un linguaggio solo in apparenza popolare, svela il paradosso della società intorno a noi.


Regia e conduzione laboratorio teatrale: Francesco Ghezzi

AMLETO NON L’AVREBBE FATTO!

Una scalcagnata compagnia di attori, disoccupati ormai da molto tempo, cerca di mettere in scena un improbabile Amleto tra rivalità, gelosie, manie da primedonne e dubbio talento.
Man mano che lo spettacolo prende forma affiorano insicurezze, fragilità, inaspettate alleanze e ardenti competizioni tramite cui ciascuno cerca di ritagliarsi il proprio momento di gloria, nella disperata ricerca di una seconda possibilità.
Ma quella che sembra essere un’ultima spiaggia dal punto di vista professionale, si rivela invece una straordinaria avventura umana che porterà ciascuno dei protagonisti a scoprire la parte migliore di se stessi, a lungo dimenticata.
Una commedia sul teatro, sull’amicizia, sulle scelte difficili e su ciò che davvero conta, messa in scena dal gruppo del lunedì del Mestiere dell’Attore!

Regia e conduzione laboratorio teatrale: Silvia Zacchini

ABBASSO LA RICCHEZZA 

Liberamente tratto da La rivolta contro i poveri di D. Buzzati


Liberamente tratta da La Rivolta contro i Poveri di Dino Buzzati, Abbasso la Ricchezza è una commedia che affronta con leggerezza e ironia le contraddizioni e gli eccessi di chi pensa che gli altri siano sempre più fortunati; tra divertenti stereotipi duri a morire, situazioni paradossali e curiose lezioni morali, la storia racconta la difficile convivenza tra una famiglia di “poveri”, costretti a vivere in una misera soffitta, e una di “ricchi” che abita, tra sfarzi e sprechi, il palazzo sottostante e il cui paterfamilias sembra deciso a voler punire i poveri con “l’insopportabile” fardello dell’agiatezza economica.
Lo spettacolo, esito del laboratorio di teatro della compagnia Kabukista, mescola spunti tratti dal meglio della tradizione comica teatrale con studi su pièce di Franca Valeri, Anton Čechov, Achille Campanile, Robert Thomas e molti altri.

Regia e conduzione laboratorio teatrale: Silvia Zacchini
Assistente regia: Francesco Ghezzi

IL RESPIRO DEGLI INSONNI

Berlino 1942: l'altra Germania
 

La storia, purtroppo sconosciuta ai più, di un gruppo di resistenti di Berlino, guidati da Harro Schulze-Boysen, un ufficiale dell'aviazione, e da Arvid Harnack, un funzionario del ministero tedesco dell'economia. Il gruppo era rappresentativo della società tedesca: vi erano aderenti di tutte le età (da 16 a 86 anni), sesso (il 40% erano donne), religione (protestanti, cattolici, ebrei e atei), opinioni politiche accomunati dalla partecipazione alla lotta contro il nazismo. 

La maggior parte degli aderenti si dedicava a distribuire volantini, suscitare la disobbedienza civile della popolazione tedesca, aiutare oppositori , ebrei e perseguitati del regime a nascondersi o a fuggire dalla Germania.

Il 22 dicembre 1942 diciassette appartenenti al gruppo vennero giustiziati nella prigione di Berlin -Plötzensee. Furono condannate a morte quarantanove persone che, fino alla fine, avevano cercato di mantenersi "umane" pagando con la vita l'ideale di libertà e di pace. 

Lo spettacolo si concentra sulle ultime azioni del gruppo prima dell’ondata di arresti: ne emerge il quadro di amicizie e di affetti profondi, che l’attività politica e l’amore per il proprio paese resero sempre più saldi. 

 

Regia e conduzione laboratorio teatrale: Francesco Ghezzi

Un atto unico di Nicola Montenz

Progetto: Centro italo-tedesco di Piacenza, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Piacenza e Vigevano

HOTEL STRAVAGANZA

liberamente tratto da Il medico dei pazzi di E. Scarpetta

 

Commedia ispirata a uno dei testi più significativi della tradizione farsesca italiana, Hotel Stravaganza affronta con ironia, intelligenza e grande divertimento vizi, debolezze e malcostumi nazionali, in cui niente è come appare e in cui tutti cercano, nell’arte di arrangiarsi, una propria ricetta per sopravvivere.

Un giovane spendaccione e nullafacente sperpera senza ritegno le fortune delle zie, che credono di finanziarne gli studi di medicina; la situazione si complica quando le due donne decidono di andare a trovare l’adorato nipote per controllare come stia il loro “investimento”, trovandosi invece coinvolte in un turbinìo di situazioni bizzarre ed esilaranti animate da personaggi eccentrici e molto poco ordinari.

 

Regia e conduzione laboratorio teatrale : Silvia Zacchini

I GIORNI DELL'INQUIETUDINE

le parole della Rosa Bianca


Della Rosa Bianca – cinque studenti universitari e un professore che ebbero il coraggio di opporsi apertamente a Hitler – oggi si parla e si legge, eppure sfugge ancora il fatto che dietro all’apparenza compatta di un gruppo di resistenza passiva si nascondono le inquietudini, il dolore, l’ansia e la tenerezza di giovani vite umane: individui nel pieno delle proprie energie e della propria maturazione esistenziale, immersi nelle tenebre di un regime dispotico e sanguinario, eppure alla ricerca costante della luce.

Questo svelano le loro lettere, i loro diari, i protocolli degli interrogatori della Gestapo e gli atti processuali, che nove studenti dell’ISII «G. Marconi» di Piacenza hanno analizzato e assemblato in forma di spettacolo teatrale, ricostruendo il percorso della Rosa Bianca attraverso le parole dei protagonisti, per restituire al pubblico un percorso umano di impatto emotivo inaudito, scandito dalla ricerca di Dio, della libertà, dell’amore per la vita, per la musica, per l’umanità.

Regia e conduzione laboratorio teatrale: Francesco Ghezzi

Laboratorio di scrittura, ricerca e adattamento delle fonti: Nicola Montenz

Progetto: Centro italo-tedesco di Piacenza, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Piacenza e Vigevano, e con l’attiva partecipazione dell’ISII “G. Marconi” di Piacenza, da cui sono provenuti tutti i giovani attori.

LA BANDA DELLE ONESTE

tratto dalla commedia di Age e Scarpelli 

 

Prendi una portinaia, una tipografa e un'imbrattatele di talento, condisci con amministratori di condominio, guardia di finanza ed esorcisti, aggiungi un quel non so che di spiritico con un fantasma, guarnisci di banconote false, et voilà!

Una scoppiettante ed esilarante commedia!

Regia e conduzione laboratorio teatrale : Silvia Zacchini